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mercoledì 30 settembre 2015

Pixel C, e anche Google ammette che il touch non è tutto

Anche Google ha presentato il suo tablet dedicato alla produttività: dopo anni, nonostante tutto e ovviamente in modo silenzioso, arriva il riconoscimento dell'idea Microsoft: servono PC più compatti, non cellulari più grossi.

Google ha presentato Pixel C, un tablet ibrido basato su Android. Si tratta di un dispositivo esplicitamente pensato per la produttività e durante l'evento di lancio Google ha esplicitamente affermato che il touch, da solo, non è la soluzione migliore.



Usando le parole di Andrew Boser di Google:

“I tablet sono grandiosi per i giochi, per leggere o guardare un film, ma devono anche essere utilizzabili come un PC portatile per scrivere un documento o rispondere a una lunga email”.

Dopo l'Apple iPad Pro, dove (in modo molto più storico) la casa di Cupertino ha introdotto l'accoppiata "penna e tocco" ma anche "iPad e tastiera fisica" evidenziando come lo schermo, da solo, non basta, anche Google ripensa quindi i suoi tablet, avvicinandoli ancora una volta ai PC - ma come Apple, anche Google ancora una volta sceglie di non utilizzare un sistema operativo per PC.



Francamente dubito che macchine come il Pixel C, sul lungo periodo, possano aver successo (anche per via del prezzo, che parte da 499 dollari). Ancora una volta, infatti, siamo davanti a dispositivi pensati per affiancare un PC senza sostituirlo se non in mobilità.

Davanti alle molte macchine Atom e Core M, che sono facilmente acquistabili a meno di 300 euro, questi dispositivi hanno solo un vantaggio: il parco applicazioni. Se Microsoft riuscirà a colmare l'enorme distanza tra il Windows Store e i negozi virtuali di Google ed Apple, nel giro di una decina d'anni Android potrebbe anche finire nel dimenticatoio in favore di Windows e Chrome OS (iOS invece non sparirà, lì entra in gioco la religione, e non bastano più applicazioni e migliori funzionalità per intaccare la Vera Fede).

Chi vivrà vedrà: dopotutto quando è in campo Microsoft, è in campo un campione di occasioni perse e quando il caos entra in gioco ci si può attendere di tutto.

Articolo di Tablet PC Italia

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venerdì 11 ottobre 2013

La guerra è ormai ufficiale - sarà Microsoft o Google, con Apple a fare la Svizzera

HP dichiara guerra - per il momento fredda - a Microsoft, che con il Surface è entrata a gamba tesa nel mercato Tablet PC, stravolgendolo. Ma se si guarda a tutti i fronti la guerra è già calda, molto calda.

Circa un anno e mezzo fa Microsoft ha annunciato di voler lanciare il Microsoft Surface RT e il Microsoft Surface Pro. La notizia ha creato diversi malumori tra i produttori di PC e Tablet PC non professionali, ma fino a ieri l'unico produttore a criticare apertamente la cosa è stato Acer.



Ieri il CEO di Hewlett-Packard, Meg Whitman, ha detto che la relazione tra HP e Microsoft sta cambiando e che le due società stanno trasformandosi "da partner a forti concorrenti". HP è il primo produttore al mondo di PC e una affermazione simile è estremamente seria ed evidenzia che qualcosa è cambiato. Forse tutto è cambiato.

Se il Surface RT è stata una occasione sprecata in modo stupido (un prodotto ottimo che doveva essere venduto sottocosto a non più di 200 euro per distruggere le fasce media e alta di Android, rientrando poi nelle perdite con le applicazioni, applicazioni che ora non verranno prodotte vista la diffusione miserrima della piattaforma Windows 8/Windows RT) il Surface Pro ha fatto la differenza.

Un anno fa, con l'uscita di Windows 8, i vari produttori hanno pensato a mungere gli acquirenti, proponendo dispositivi spesso mediocri a prezzi folli: i dispositivi Atom venduti a 899 euro, i dispositivi Pentium o Celeron venduti a di 1200 euro; i dispositivi Windows RT venduti al prezzo dei portatili con Core i7.
In questo scenario il Surface Pro ha costretto i produttori a moderarsi - lanciato a 899 euro e abbastanza rapidamente abbassato di prezzo, il Surface Pro non solo ha ridotto le vendite di Acer, Asus, HP, Sony e Lenovo ma ha anche costretto questi produttori ad abbassare i margini di guadagno - oggi è possibile acquistare ottimi Tablet PC con processore Core a meno di mille euro e a fine ottobre saranno lanciati moltissimi Tablet PC con processore Atom a meno di 400 euro. Microsoft non ha però solo impartito una lezione di umiltà - ha scelto di restare e moltiplicarsi, entrando in modo definitivo nel mercato PC.





Alla lunga la riduzione dei prezzi non sarà sgradita ai produttori, che vendendo di più a meno potranno comunque guadagnare di più - dispositivi come l'HP Envy x2 o il Lenovo IdeaPad Yoga 11 non hanno mai venduto a prezzo pieno, mentre sono spariti dagli scaffali in pochi giorni una volta riposizionati - ma senza guardare alla lunga le cose cambieranno. Se l'anno scorso le aziende hanno dovuto rassegnarsi e covare rancore in modo silenzioso - non era infatti possibile abbandonare Microsoft e Windows - al giorno d'oggi le alternative ci sono.

Windows 8 è stato un flop colossale: non solo non ha convinto gli utenti aziendali, comunque difficili da convincere per definizione e in termini generali poco propensi a passare ad un nuovo sistema operativo (soprattutto a pochi anni o mesi dal traumatico abbandono di Windows XP per Windows 7), ma non ha convinto nemmeno gli utenti domestici, che in molti casi hanno fatto (spesso non legalmente) il downgrade. I dati sulla diffusione parlano chiaro e le motivazioni di questo flop sono molteplici - non c'è solo la nuova interfaccia grafica doppia. Oggi, però, a Windows 8 ci sono alternative: da un lato c'è Android, che sempre più spesso viene montato su dispositivi di grosse dimensioni, dall'altro c'è il sistema operativo Google Chrome ed i vari Chromebook - ed entrambi hanno il vantaggio di costare poco ai produttori.

L'iPad è sempre stato visto come il dispositivo che avrebbe distrutto i PC, creando l'era "post-PC". La verità, forse, è che il più grosso distruttore del mercato PC potrebbe essere il Surface, che spingerà sempre di più i produttori nelle mani di Google. Il passaggio è già iniziato ed il fatto che Samsung, l'azienda che negli ultimi due anni è riuscita a creare enormi problemi ad Apple, non abbia ancora presentato i nuovi ATIV Tab con Windows - presentando però una vasta gamma di nuovi dispositivi Android - deve far riflettere, Microsoft in primis.

Articolo di Tablet PC Italia - Non vantarti del lavoro altrui, cita sempre la fonte della notizia.

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martedì 24 agosto 2010

N-Trig fornirà i digitalizzatori per l'HP Slate PC 500 e per il Google Tablet

Secondo quanto riportato dal principale quotidiano israeliano Haaretz, HP e Google utilizzeranno la tecnologia N-Trig per i loro nuovi Tablet PC. Si può solo sperare che la tecnologia utilizzata non sia la DuoSense.

La scelta di utilizzare la tecnologia israeliana sull'HP Slate e sul nuovo, segretissimo, Google Tablet può essere dovuta alla qualità del digitalizzatore capacitivo, in grado di riconoscere fino a quattro punti di contatto contemporanei dove la soluzione Wacom ne riconosce solo due.

La tecnologia N-Trig risulta però ancora problematica sull'aspetto penna: molti Dell Latitude XT/XT2 e molti HP Touchsmart tx2 soffrono infatti di numerose problematiche che rendono l'esperienza di inchiostro digitale non ottimale o difficoltosa. L'adozione dei digitalizzatori N-Trig su prodotti destinati ad amplissimo successo come l'HP Slate ed il Google Tablet può significare quindi tre cose:

- N-Trig è riuscita a risolvere in modo definitivo i problemi driver che affiliggono i Tablet PC Dell ed HP, che quindi presto potranno ottenere l'atteso aggiornamento che permetterà a questi Tablet PC di funzionare senza problemi.
- Google ed HP non intendono fornire un prodotto "allo stato dell'arte" o i loro progettisti non sono a conoscenza delle attuali problematiche, nonostante siano state messe in rilievo molte volte nel corso degli ultimi due anni.
- La tecnologia N-Trig che verrà utilizzata nel Google Tablet e nell'HP Slate non è la problematica DuoSense ma una qualche altra tecnologia che sfrutti le penne a batteria che sono state annunciate qualche mese fa ma di cui si sono perse le tracce.



In parole povere, la scelta di non utilizzare la molto più sicura tecnologia Wacom è una scelta da tenere sotto stretta osservazione che in ultima analisi potrebbe trasformare il prodotto in vendita in qualcosa di strepitoso o in qualcosa di osceno: solo il tempo e le prime recensioni potranno dircelo.

Da GottaBeMobile.

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